La Commissione europea invita a “distinguere” tra carenza di carburante e prezzo del carburante per aerei dopo che il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzizikostas, ha affermato che le compagnie aeree dovranno continuare a rimborsare i passeggeri per le cancellazioni dei voli a causa dell’aumento dei prezzi del carburante, in un’intervista rilasciata al Financial Times.

Interrogata sulle parole del commissario al quotidiano britannico, la portavoce dell’esecutivo UE per l’Energia, Anna-Kaisa Itkonen, ha affermato che al momento, la cancellazione di alcune rotte è dovuta principalmente “agli alti prezzi del carburante piuttosto che a una carenza di carburante per aerei”.

Lo shock del carburante per aerei innescato dalla guerra scatenata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran ha rappresentato, secondo alcuni analisti, una crisi più grave per il settore aereo globale rispetto alla pandemia di Covid-19.

Il settore del trasporto aereo è stato particolarmente vulnerabile alle carenze di approvvigionamento derivanti dalla chiusura dello Stretto di Hormuz dall’inizio della guerra con l’Iran, considerato che molti dei costi del settore sono legati al carburante per aerei. I prezzi sono passati da circa 85 dollari al barile alla fine di febbraio a oltre 200 dollari nel giro di pochi giorni, mentre la carenza di approvvigionamento ha fatto sì che molti aeroporti più piccoli non fossero in grado di mantenere le riserve. Di conseguenza le compagnie aeree hanno reagito aumentando i prezzi dei biglietti e cancellando alcuni voli.

Pur riconoscendo la circostanza grave per le compagnie aeree e annunciando piani e linee guida per sostenere il settore, la Commissione UE invita al rispetto dei diritti dei passeggeri. Nell’intervista al quotidiano britannico, Tzizikostas ha sostenuto che “il prezzo del carburante per aerei è il motivo per cui abbiamo cancellazioni di voli e, se cancellano voli senza circostanze straordinarie, e i prezzi del jet fuel non sono circostanze straordinarie, dovranno rimborsare le persone”.

Il commissario greco ha inoltre sostenuto che l’Europa “può sostenere le forniture di jet fuel per un lungo periodo”, nonostante gli avvertimenti dell’International Energy Agency e di altri commissari europei sui rischi di una crisi delle forniture di cherosene.

Secondo il commissario greco, molte compagnie stanno cancellando rotte che “non avevano molto senso finanziariamente e ora, con il raddoppio dei prezzi, non hanno assolutamente più senso per le aziende”. Negli ultimi quindici giorni diverse compagnie hanno tagliato circa 2 milioni di posti dalla programmazione di maggio. Bruxelles, tuttavia, non intende per ora modificare le regole europee: i requisiti sull’utilizzo degli slot aeroportuali resteranno in vigore, il che significa che le compagnie che cancellano voli a causa degli alti prezzi del carburante rischiano di perdere gli slot assegnati. La Commissione europea pubblicherà inoltre nuove linee guida per compagnie e passeggeri dopo la guerra in Medio Oriente. Il documento, secondo quanto riportato dal Ft, ribadisce che “gestire il rischio di alti costi del carburante è una parte normale del business delle compagnie aeree”. Inoltre, dovrebbe confermare la possibilità per le compagnie aeree di utilizzare carburante Jet A (lo standard usato prevalentemente negli Stati Uniti) per ridurre la dipendenza dalle forniture provenienti dal Golfo.

Sull’importanza per carburante per aerei di tipo A dagli Stati Uniti, la portavoce dell’esecutivo di Bruxelles ha chiarito che l’uso del carburante per aviazione di tipo A, più inquinante e vietato in Europa, farà parte degli orientamenti che presenterà nei prossimi giorni la Commissione europea. Interrogata sulla natura inquinante del carburante e sul fatto se l’Europa stia facendo passi indietro sul piano ambientale, Itkonen ha affermato: “Stiamo già utilizzando questo carburante per aerei. In ogni caso, quando un volo parte dall’Europa verso gli Stati Uniti, fa rifornimento lì e poi torna indietro. Quindi lo stiamo già utilizzando comunque. Questo non ha nulla a che fare con le norme ambientali”, ha chiarito.

Carburante alle stelle e rotte stravolte: le compagnie aeree tagliano 2 milioni di posti

Fare scali intermedi per mantenere le rotte più lunghe

Diverse compagnie aeree europee, in particolare Lufthansa, stanno cercando soluzioni alternative per evitare chiudere le rotte più lunghe e maggiormente redditizie. Nei giorni scorsi, l’amministratore delegato della compagnia tedesca che gestisce anche l’italiana ITA Airways, Carsten Spohr, ha dichiarato che Lufthansa si sta preparando a introdurre scali per il rifornimento qualora gli aeroporti di destinazione dovessero rimanere a corto di carburante per aerei a causa della guerra in Medio Oriente.

“Se non si riesce a raggiungere l’aeroporto di destinazione con il carburante a disposizione, allora è necessario effettuare scali per il rifornimento. Non siamo ancora a questo punto, ma ovviamente ci stiamo preparando”, ha dichiarato Spohr, durante la presentazione dei risultati del primo trimestre. L’idea di aggiungere punti di rifornimento non è nuova. Spohr ha dichiarato che la scorsa settimana Lufthansa è stata costretta a effettuare scali per il rifornimento in Namibia perché “non c’era carburante a Città del Capo”.

Se la crisi del carburante per aerei dovesse peggiorare e il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz non venisse ripristinato la compagnia potrebbe rendere tali eccezioni la nuova norma nei prossimi mesi. “Fino a giugno compreso, presumiamo che l’approvvigionamento di carburante, soprattutto nei nostri hub, sia completamente garantito”, ha dichiarato ai giornalisti il ​​direttore finanziario Till Streichert, citato da Politico. “Qualora la situazione dovesse cambiare, potremmo adottare delle misure, come ad esempio effettuare soste per il rifornimento su rotte selezionate verso l’Asia, l’Africa e altre destinazioni”, ha aggiunto.

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